Ermos

“Il sesso è stato tradizionalmente un’attività molto privata, riservata. E a questo deve forse la sua potente capacità di creare solidi legami tra le persone.”

Zygmunt Bauman, “Cose che abbiamo in comune”, Laterza 2012

L’esperienza erotica vive nella nostra interiorità, nel nostro io,
ciò che intimamente ci costituisce e ci individua.
Il nostro modo di vivere l’amore e l’atto erotico è sostanzialmente una questione personale.

La società post-moderna, babelica ed emancipata nella quale siamo (ormai) costretti a vivere ha contribuito alla “mediatizzazione” della nostra esistenza, provocando il crollo delle pareti che distinguono l’interiorità dall’esteriorità, la parte discreta, singolare, privata, intima di ciascuno di noi dalla sua esibizione e pubblicizzazione.

La continua esposizione di sé e l’abolizione dello spazio del segreto hanno portato all’appiattimento della nostra identità e delle nostre relazioni umane, causando la perdita di pregnanza di sentimenti come l’amore e il desiderio, ma anche il pudore e la vergogna.

L’installazione interattiva ermos vuole spingerci a riscoprire le nostre emozioni intime, costringendoci a vincere l’apatia emozionale alla quale la società moderna ci ha relegati.

L’alterazione dell’immagine erotica e del sottofondo sonoro
è frutto del punctum, ovvero del turbamento emotivo al quale siamo soggetti non solo a causa della visione stessa ma anche e soprattutto del contesto collettivo di fruizione dell’opera.

La riaffermazione della propria dimensione intima in contrasto con il mos contemporaneo – l’insieme di modelli comportamentali della società attuale – avviene attraverso la riscoperta della forza vitale che muove il nostro pensiero. L’eros.

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Max/Msp, Mindwave